Se come noi amate sapere come sono fatte le cose (in questo caso gli hard disk), dalla progettazione alla produzione vera e propria, sarete anche voi appassionati di Come è fatto!
Il programma è un grande successo. Prodotto in Canada, è trasmesso dal 2001 in decine di paesi di tutto il mondo – anche in Italia – prevalentemente sui canali del pacchetto Discovery Channel. Lo stesso racconta tutte le fasi di produzione di alimenti, strumenti e qualsiasi genere di oggetto di uso frequente. La cosa con una serie di filmati e un commento di spiegazione fuori campo
Tra le mille cose che si possono conoscere, c’è una vera e propria chicca: una puntata dedicata agli hard disk.
Guardatelo con noi *-*
Di cosa parla
In particolare questa puntata di Come funziona, ci offre la possibilità di conoscere nel dettaglio i vari componenti. Vengono ben spiegate, infatti, diverse cose, come il funzionamento di una scheda a circuiti stampati che riceve ordini dal pc e controlla il disco. Tra le altre cose, si parla anche di: un motore elettrico che fa girare il disco rigido; i bracci dell’attuatore che sostengono le unità di lettura e di scrittura e i platter, ovvero i dischi.
Testine e piatti non si toccano mai perché sono separate da uno spazio cinquemila volte più sottile di un capello. Le testine sono sospese sul disco grazie ad un cuscino d’aria creato grazie alla rotazione del disco, che impedisce loro di toccarlo altrimenti si assisterebbe ad una bella collisione e non soltanto in senso metaforico. Il peso delle testine, infatti, con le dovute proporzioni, equivale a quello di un Boeing 747 con 100mila passeggeri a bordo che vola a 100km/h a una frazione di millimetro da terra!
Non essendovi alcun attrito che rallenta il processo, i bracci muovono le testine per scrivere o accedere ai dati. Il motore che sposta i bracci è invisibile perché è un sistema azionato da due forze come elettricità e magnetismo che spostano i bracci avanti e indietro sul disco alla velocità della luce.
Riparare Hard disk: Un lavoro da fare con sicurezza
Adesso è più facile capire come data la complessità di un hard disk, ogni azione di riparazione, apertura e tentativo di ripristino dei dati, debba essere effettuato in sicurezza. Ma soprattutto deve essere fatto con attrezzature tecnologiche e dalle mani esperte di un laboratorio di recupero dati!
Esaminati i componenti di un disco rigido, si passa poi a parlare di dati. Questi sono memorizzati all’interno di sottili piste concentriche. Durante la fabbricazione vengono create sulla superficie del disco e ognuna è divisa in settori. Una mappa dei settori suggerisce alle testine dove leggere o scrivere informazioni. La superficie del disco è liscia e lucida ma da vicino appare molto complessa. Una pellicola magnetica sulla superficie memorizza le informazioni; le testine magnetizzano sezioni della pellicola e memorizzano i dati in una sequenza di uno o di zeri; ogni uno o zero è un bit.
Il valore di ciascun bit è determinato dall’orientamento del suo campo magnetico, positivo o negativo. I bit si aggregano in poco tempo. Una foto di qualità ad esempio richiede 29 milioni di bit distribuiti su 12 diversi settori del disco. Non è una cifra esorbitante se pensiamo che un enorme quantità di bit occupa uno spazio davvero ridotto: ogni centimetro quadrato contiene 31 miliari di bit.
Insomma una macchina incredibile, un vero capolavoro dell’ingegneria. E se qualcosa dovesse andare storto con i nostri hard disk, ricordiamoci di affidarli ad un servizio professionale di recupero dati.



